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	<title>ADOTTA UNO SPETTACOLO</title>
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		<title>VISIONI INCONTRI ESPERIENZE</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 17:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adotta]]></category>
		<category><![CDATA[classici]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[idea]]></category>

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		<description><![CDATA[Prosegue anche per la stagione 2011 2012 l’impegno e l’attenzione dell’Associazione Thesis nei confronti del mondo della scuola: ADOTTA UNO SPETTACOLO, il progetto di educazione teatrale dedicato agli studenti degli Istituti Superiori di tutta la provincia di Pordenone, che giunge alla sua quattordicesima edizione. Con la collaborazione del Comune di Pordenone, del Teatro Comunale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue anche per la stagione 2011 2012 l’impegno e l’attenzione dell’Associazione Thesis nei confronti del mondo della scuola: <strong>ADOTTA UNO SPETTACOLO</strong>, il progetto di educazione teatrale dedicato agli studenti degli Istituti Superiori di tutta la provincia di Pordenone, che giunge alla sua quattordicesima edizione.</p>
<p>Con la collaborazione del Comune di Pordenone, del<strong> </strong>Teatro Comunale di Pordenone e dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, con il sostegno di Fondazione Crup e della Provincia di Pordenone <strong>ADOTTA UNO SPETTACOLO</strong>, sostenuto dalla partecipazione di un sempre maggiore numero di istituti, ha individuato all’interno delle stagioni del Teatro Comunale di Pordenone, dei teatri di San Vito al Tagliamento, di Maniago, di Cordenons e di Sacile, alcuni ambiti tematici, sui quali articolare una proposta di approfondimento per gli studenti e gli insegnanti.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-471" title="studentessa" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/4444556405_12cdcc5b38_z-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p><strong>ADOTTA UNO SPETTACOLO </strong></p>
<h2>VISIONI/INCONTRI/ESPERIENZE &#8211; 14<sup>a</sup> edizione</h2>
<p><strong>Stagione 2011 2012</strong></p>
<p>Per la stagione 2010|2011 sono stati individuati quattro ambiti:</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>1 – LA LEZIONE DEI CLASSICI</strong></span></p>
<p>Spettacoli di riferimento:</p>
<p><strong>nel Teatro Comunale di Pordenone:</strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=325">Il piacere dell’onestà</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=365">Romeo e Giulietta</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=372">Le bugie con le gambe lunghe</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=380">Mandragola </a></em></p>
<p><strong>nell’Auditorium del Centro Civico di San Vito al Tagliamento: </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=352">I cavalieri.  Aristofane cabaret</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=377">L’Avaro</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=386">Rusteghi</a></em></p>
<p><strong>nel Teatro Zancanaro di Sacile: </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=359">L’affarista</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=368">Il giardino dei ciliegi</a></em></p>
<p><strong>nel Teatro verdi di Maniago: </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=383">Molière, a sua insaputa</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=386">Rusteghi</a></em></p>
<p><strong>nell’Auditorium del Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=344">Il borghese gentiluomo</a></em></p>
<p>«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire», scriveva Calvino in <em>Perché leggere i classici?</em>. E ancora: «Non necessariamente il classico ci insegna qualcosa che non sapevamo; alle volte vi scopriamo qualcosa che avevamo sempre saputo (o creduto di sapere) ma non sapevamo che l’aveva detto lui per primo (o che comunque si collega a lui in modo particolare). E anche questa è una sorpresa che dà molta soddisfazione, come sempre la scoperta d’una origine, d’una relazione, d’una appartenenza». Infine: «I classici sono libri che quando più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti. Naturalmente questo avviene quando un classico “funziona” come tale, cioè stabilisce un rapporto personale con chi lo legge. Se la scintilla non scocca, niente da fare: non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore. Tranne che a scuola: la scuola deve farti conoscere bene o male un certo numero di classici tra i quali (o in riferimento ai quali) tu potrai in seguito riconoscere i “tuoi” classici. La scuola è tenuta a darti degli strumenti per esercitare una scelta; ma le scelte che contano sono quelle che avvengono fuori e dopo ogni scuola».</p>
<p>Anche quest’anno il progetto ADOTTA sceglie di fare un focus sui classici del teatro e della letteratura, cogliendo l’opportunità nelle stagioni della provincia di titoli di Pirandello, Goldoni, Machiavelli, De Filippo, Shakespeare, Molière.</p>
<p>Se nella passata edizione del progetto era stato l’approccio scanzonato e divertito di Lella Costa a spiegare quanto profondamente attuali siano i classici, quest’anno sarà il <strong>Prof. Guido Davico Bonino</strong>, docente di storia del teatro, studioso appassionato e grande divulgatore, a raccontare agli studenti quanto vitale sia ancora oggi la lezione dei classici. “Guido Davico Bonino non è solo un fine studioso di letteratura e di teatro nonché, <em>not least</em>, scrittore, ma anche un infaticabile curatore di testi. La sua lunga esperienza nell’editoria nasce dall’amore per i libri: e ama curarli lui stesso pensandoli come un dono. Abbiamo ancora in mente la deliziosa silloge di cento poesie d’amore da Dante a De André, cara al lettore comune quanto allo specialista”.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>2 &#8211; IL TEATRO DELLE IDEE</strong></span></p>
<p>Spettacoli di riferimento:</p>
<p><strong>nel Teatro Comunale di Pordenone: </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=398">7 &#8211; 14 &#8211; 21 &#8211; 28</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=401">La belle joyeuse</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=405">2984</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=408">Rumore di acque</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=414">Dies irae</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=421">La resistibile ascesa di Arturo Ui</a></em></p>
<p><strong>nell’Auditorium del Centro Civico di San Vito al Tagliamento: </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=411">The hystory boys</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=418">E pensare che c’era il pensiero</a></em></p>
<p><strong>nel Teatro Verdi di Maniago: </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=392">Chi ha paura muore ogni giorno</a></em></p>
<p>IL TEATRO DELLE IDEE – nell’ambito del progetto Adotta – è il percorso in cui confluiscono quegli spettacoli che hanno la capacità di interrogare ed indagare l’oggi e la contemporaneità, di offrire spunti di riflessioni sul nostro passato che hanno riverberi profondi anche nell’oggi. È il caso di spettacoli come <em>La belle joyeuse</em> dove un’intensa Anna Bonaiuto porta in scena, approfondendolo, il ritratto della principessa, scrittrice, combattetente e patriota Cristina di Belgioioso che già aveva interpretato nel film sul risorgimento “Noi credevamo” di Mario Martone. Oppure di spettacoli come <em>Rumore di acque</em> dove il Teatro delle Albe di Ravenna porta in scena il dramma dei clandestini che affrontano il mare per scappare da patrie di povertà, desolazione, violenza. Ancora: <em>2984</em>, una trasposizione del romanzo di George Orwell che pone l’accento sulla comunicazione e la manipolazione del linguaggio; <em>Dies irae </em>una riflessione sull’incerto rapporto tra passato e futuro, tra attesa e memoria. Un tema trasversale a molti degli spettacoli in programma è quello del potere, declinato in molte sue diverse accezioni e, soprattutto, il tema delle conseguenze del potere: come <em>La resistibile ascesa di Arturo Ui</em>, mordace parabola sulla corruzione come volto e corpo del potere affidata ad una strepitosa interpretazione del grande Umberto Orsini oppure <em>Chi ha paura muore ogni giorno</em>, testimonianza del giudice Giuseppe Ayala degli anni di lavoro accanto ai giudici Falcone e Borsellino per sconfiggere i poteri di Cosa Nostra.</p>
<p>Due incontri ad approfondire un tema così complesso: <strong>Paul Ginsborg,</strong> considerato uno dei maggiori esperti mondiali di &#8220;Italian Affairs&#8221;, professore all’Università di Cambridge e dal 1992 docente di Storia dell’Europa contemporanea a Firenze e già atteso nella passata edizione del progetto <em>Adotta</em>, presenta S<em>alviamo l’Italia</em>, una riflessione sul nostro paese, sul suo recente passato, sulla sua memoria, sulla sua possibilità di fare della propria identità nazionale una risorsa.</p>
<p>L’altro incontro è legato al ventesimo anniversario delle stragi di Capaci in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino. Abbiamo chiesto a <strong>Rita Borsellino</strong> di incontrare gli studenti a Pordenone per raccontare quella tremenda stagione della vita italiana e il suo riverbero sull’oggi.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>3. IL TEATRO DELLE EMOZIONI</strong></span></p>
<p>Spettacoli di riferimento:</p>
<p><strong>nel Teatro Comunale di Pordenone: </strong><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=429">Blackbird</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=440">Aladin &#8211; il musical</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=443">Slava Snowshow</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=446">Itis Galileo</a>, <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=450">The best of</a></em></p>
<p><strong>nel Teatro Verdi di Maniago:</strong><em> <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=437">Ercole in Polesine</a></em></p>
<p><strong>nell’Auditorium del Centro Civico di San Vito al Tagliamento:</strong><em> <a href="http://www.adottaunospettacolo.it/?p=425">Oblivion Show 2.0: il sussidiario</a></em></p>
<p>Il percorso offre stimoli e spunti molto differenti, ma che hanno come filo conduttore l’emozione, sia essa quella dello stupore, del divertimento, della commozione o del dolore: dalle funanboliche creazioni musicali degli irresistibili Oblivion (presenti con il nuovissimo spettacolo), ad un testo crudo e forte che narra di pedofilia come quello interpretato magistralmente da Massimo Popolizio in <em>Blackbird;</em> si va dall’irriverente attraversamento dei miti greci e latini di Natalino Balasso in <em>Ercole in Polesine</em> a <em>Best of</em>, lo spettacolo di Babilonia Teatri che fa sintesi di un percorso artistico originale, acclamato dalla critica, capace  come pochi negli ultimi anni – di leggere le contraddizioni dell’oggi. E ancora il grande musical <em>Aladin</em> con la musica dei Pooh e la magia, l’incantamento delle imaggini create da Slava, il “miglior clown del mondo” come lo ha definito la critica inglese. Se lo scorso anno il percorso ha offerto l’opportunità di incontrare e approfondire la personalità e il percorso di un artista come Marco Balani che ha profondamente segnato la scena italiana degli ultimi vent’anni, così – per la prossima stagione – IL TEATRO DELLE EMOZIONI dedica un focus al percorso e al teatro di un altro grande protagonista: <strong>Marco Paolini</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>4 &#8211; LA SCENA DELLA PAROLA  </strong></span></p>
<p>Il percorso pone al centro l’opera e il pensiero dello scrittore protagonista del festival DEDICA che il prossimo anno giunge alla sua 18 <sup>a</sup> edizione. Per le scuole che aderiscono al progetto il progetto prevede un incontro preliminare con uno studioso; successivamente vengono indicati strumenti critici (saggi, interviste, ecc) per un approccio guidato alla lettura. Durante il festival gli studenti hanno la possibilità di un incontro esclusivo con lo scrittore dedicatario.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ciclo di incontri</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 17:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclo di incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[25 NOVEMBRE 2011 &#124; TEATRO COMUNALE DI PORDENONE, ORE 17.30 LA LEZIONE DEI CLASSICI Incontro con Guido Davico Bonino &#160; 26 GENNAIO 2012 &#124; TEATRO COMUNALE DI PORDENONE, ORE 17.30 SALVIAMO L’ITALIA Incontro con Paul Ginsborg FEBBRAIO 2012  &#8211; DATA E LUOGO DA DEFINIRE  VENT’ANNI DOPO Incontro con Rita Borsellino 13 / 27 MARZO 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>25 </strong><strong>NOVEMBRE</strong><strong> 2011 | T</strong><strong>EATRO</strong><strong> C</strong><strong>OMUNALE</strong><strong> </strong><strong>DI</strong><strong> P</strong><strong>ORDENONE</strong><strong>, </strong><strong>ORE</strong><strong> 17.30</strong></p>
<p><strong>LA LEZIONE DEI CLASSICI</strong></p>
<p>Incontro con Guido Davico Bonino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>26 </strong><strong>GENNAIO</strong><strong> 2012 | T</strong><strong>EATRO</strong><strong> C</strong><strong>OMUNALE</strong><strong> </strong><strong>DI</strong><strong> P</strong><strong>ORDENONE</strong><strong>, </strong><strong>ORE</strong><strong> 17.30</strong></p>
<p><strong>SALVIAMO L’ITALIA</strong></p>
<p>Incontro con Paul Ginsborg</p>
<p><strong>FEBBRAIO</strong><strong> 2012  &#8211; </strong><strong>DATA</strong><strong> </strong><strong>E</strong><strong> </strong><strong>LUOGO</strong><strong> </strong><strong>DA</strong><strong> </strong><strong>DEFINIRE</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>VENT’ANNI DOPO</strong></p>
<p>Incontro con Rita Borsellino</p>
<p><strong>13 / 27 </strong><strong>MARZO</strong><strong> 2012 | C</strong><strong>ONVENTO</strong><strong> S</strong><strong>AN</strong><strong> F</strong><strong>RANCESCO</strong><strong> P</strong><strong>ORDENONE</strong></p>
<p><strong>LA SCENA DELLA PAROLA</strong></p>
<p><strong></strong>Incontro con il protagonista della 18a edizione del festival Dedica</p>
<p><strong>S</strong><strong>ABATO</strong><strong> 31 </strong><strong>MARZO</strong><strong> 2012 | T</strong><strong>EATRO</strong><strong> C</strong><strong>OMUNALE</strong><strong> </strong><strong>DI</strong><strong> P</strong><strong>ORDENONE</strong><strong>, </strong><strong>ORE</strong><strong> 17.30</strong></p>
<p><strong>RACCONTARE LA STORIA (tra sorrisi e riflessioni)</strong></p>
<p><strong></strong>Incontro con Marco Paolini</p>
<p><strong>L’ingresso agli incontri è libero</strong></p>
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		<title>THE BEST OF</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 10:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Castellani]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Dalle Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Scotton]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Raimondi]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELE EMOZIONI THE BEST OF di Babilonia Teatri di Valeria Raimondi e Enrico Castellani con la collaborazione artistica di Vincenzo Todesco con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton scene di Babilonia Teatri/Gianni Volpe luci e audio di Babilonia Teatri/Luca Scotton costumi di Babilonia Teatri/Franca Piccoli coproduzione Babilonia Teatri, Festival delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELE EMOZIONI</strong></p>
<h2>THE BEST OF</h2>
<p>di Babilonia Teatri<br />
di <strong>Valeria Raimondi e Enrico Castellani</strong> con la collaborazione artistica di <strong>Vincenzo Todesco</strong><br />
con <strong>Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton</strong><br />
scene di <strong>Babilonia Teatri/Gianni Volpe</strong> luci e audio di <strong>Babilonia Teatri/Luca Scotton</strong> costumi di <strong>Babilonia Teatri/Franca Piccoli</strong> coproduzione <strong>Babilonia Teatri, Festival delle Colline Torinesi</strong></p>
<p><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/03_THE_BEST_OF_Babilonia_teatri_copia.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-451" title="Babilonia Teatri" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/03_THE_BEST_OF_Babilonia_teatri_copia-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a></p>
<p>Il <strong>The best of</strong> racconta l’Italia di oggi vista attraverso i nostri occhi. È un affresco dei nostri tempi narrato con cinismo e con affetto insieme. Rivela i nostri tic e le nostre contraddizioni. La nostra paura di farci i conti che tante volte ci rende così tragici e così comici. The best of è una compilation. La compilation dei nostri spettacoli. Del nostro lavoro. Del nostro teatro. Abbiamo deciso di fare uno spettacolo in tre atti. The best of condensa ed accumula tre anni di lavoro. Di ricerca. Mostra ed esplicita la nostra poetica e i temi della nostra indagine nel loro evolversi: dal punto di partenza a quello di arrivo. Accostare, incastrare, sovrapporre il materiale che fino ad ora abbiamo creato per farne un unico spettacolo per noi significa portare alle estreme conseguenze la lingua che abbiamo creato e intorno alla quale ci siamo interrogati. Significa dare piena dignità alle nostre idee. Se è vero che i nostri spettacoli sono dei blob teatrali allora è possibile inserirli in un disegno più ampio per dare vita a un blob più saturo, più denso, più appiccicoso.</p>
<p><em>Underwork, Made in italy</em> e <em>Pornobboy</em> sono espressione di un percorso che è andato affinandosi e affilandosi. Dove i temi e le forme traslano e si modificano passando dall’uno all’altro. Nel mezzo ci stanno le nostre contraddizioni e le nostre prese di coscienza. Ci sta il divertimento e ci sta la rabbia. La voglia di giocare e quella di denunciare. Il cinismo e l’affetto. In tutti sempre ci siamo noi. I nostri panni sporchi. A cui siamo tanto affezionati e che non laviamo mai. Perchè hanno quell’odore che conosciamo così bene e che anche se non è esattamente quello del bucato ci fa sentire a casa” (Babilonia Teatri).</p>
<p><strong>“La loro virtù – così <em>Il Corriere di Bologna</em> a proposito degli spettacoli di Valeria Raimondi e Enrico Castellani – è quella di restituirci la volgarità dei nostri tempi, delle nostre menti bruciate dalla semplificazione televisiva, superficiali, chiuse, assediate da un’aggressività mascherata da paura o (viceversa), con i dovuti interessi.</strong> Così è con quest’ultimo lavoro che segna un limite, forse la chiusura di un ciclo, o un rilancio del loro personalissimo stile. Dopo quattro opere monotematiche e monomaniacali (ognuna puntata su un’immagine, con parole snocciolate come mitragliate per lo più da fermi), ora compongono un affresco che racchiude in circa un’ora e mezza <em>Underwork</em>, <em>Made in Italy</em> e <em>Pornobboy</em>”.</p>
<p><strong>16 | 17 APRILE  &#8211; TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI DI PORDENONE </strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>ITIS Galileo</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 10:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Niccolini]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Paolini]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELLE EMOZIONI ITIS Galileo MARCO PAOLINI di Francesco Niccolini e Marco Paolini con Marco Paolini consulenza scientifica di Stefano Gattei consulenza storica di Giovanni De Martis scenotecnica di Yurji Pevere produzione Jolefilm, 2010 Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELLE EMOZIONI</strong></p>
<h2>ITIS Galileo</h2>
<p><strong>MARCO PAOLINI</strong><br />
di <strong>Francesco Niccolini</strong> e <strong>Marco Paolini</strong><br />
con <strong>Marco Paolini</strong><br />
consulenza scientifica di <strong>Stefano Gattei</strong> consulenza storica di <strong>Giovanni De Martis</strong> scenotecnica di<strong> Yurji Pevere</strong><br />
produzione<strong> Jolefilm, 2010</strong></p>
<p><em><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/headers_20112012_ITIS_Galileo_Paolini.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-447" title="Marco Paolini" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/headers_20112012_ITIS_Galileo_Paolini-300x120.jpg" alt="" width="300" height="120" /></a></em></p>
<p><em>Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post-rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. </em></p>
<p><strong><em>Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentr   o continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà (Marco Paolini). </em></strong></p>
<p>Ecco allora gli interrogativi che sorgono nel chiamare in causa Galileo. Forse la ragione ha perso appeal? La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste?</p>
<p>Questo spettacolo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la storia dello scienziato e del Seicento, ma piuttosto indaga sulla discussione a tre fra fede, ragione e superstizione. Il lavoro di approfondimento curioso che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo parte inoltre dalla considerazione che essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Il padre della scienza moderna, infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. L’obiettivo di Marco Paolini, con questo spettacolo teatrale, è quello di coinvolgere nel ragionare, non solo nel raccontare, arrivare a una situazione in cui il pubblico non sia seduto tranquillo, sapendo di dover fare lo spettatore e basta.</p>
<p><strong>30 | 31 MARZO | 1 APRILE 2012 &#8211; TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI DI PORDENONE </strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>SLAVA’S SNOWSHOW</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 10:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Slava]]></category>
		<category><![CDATA[Viktor Kramer]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELLE EMOZIONI SLAVA’S SNOWSHOW Straordinario show di teatro, clownerie, immagini e musica  creato da SLAVA regia di SLAVA direzione artistica di SLAVA e Viktor Kramer Dopo aver girato i teatri di tutto il mondo, approda a Pordenone lo straordinario Slava’s snowshow, la collaudatissima creazione del grande mimo russo Slava Polunin, considerato “il miglior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELLE EMOZIONI</strong></p>
<h2>SLAVA’S SNOWSHOW</h2>
<p><strong>Straordinario show di teatro, clownerie, immagini e musica </strong><br />
creato da <strong>SLAVA</strong><br />
regia di <strong>SLAVA</strong><br />
direzione artistica di <strong>SLAVA</strong> e <strong>Viktor Kramer</strong><br />
<a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/slava-snowshow-1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-444" title="Slava Snowshow" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/slava-snowshow-1-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><br />
<strong>D</strong><strong>opo aver girato i teatri di tutto il mondo, approda a Pordenone lo straordinario </strong>Slava’s snowshow<strong>, la collaudatissima creazione del grande mimo russo </strong>Slava Polunin<strong>, considerato “il miglior clown del pianeta”. Un evento internazionale che è una sequenza di sorprendenti magie: una nevicata di carta che infuria su tutta la sala, enormi, leggerissimi e colorati palloni che planano sulla platea, clown che danno gas a una rappresentazione poetica e candida, dispettosa e imprevedibile, gioiosa e atletica, in bilico tra happening e circo. </strong></p>
<p>Uno spettacolo in continua evoluzione di idee, innovazioni ed invenzioni. “Un teatro rituale, magico, festoso – per dirla con le parole dello stesso Slava – costruito sulla base delle immagini e dei movimenti, sui giochi e sulla fantasia; un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe; un teatro ricco di speranze e sogni, di desideri e di nostalgie, di mancanze e disillusioni; un teatro che crea un’unione epica intimistica tra tragedia e commedia, assurdità e spontaneità, crudeltà e tenerezza; un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, all’interpretazione unica delle sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà”.</p>
<p>Sullo sfondo di un cielo di stoffa trapuntato di stelline, gli interpreti danno vita a situazioni improntate più a una tenue poesia che a una comicità fragorosa: una fitta nevicata di bolle di sapone, un letto che diventa un veliero nel mare in tempesta, un cappotto appeso a un attaccapanni che prende vita e si avvinghia al proprietario in procinto di partire e il cappello a cilindro di costui che emette sbuffi di fumo come fosse una piccola locomotiva. E poi clown dentro enormi palloncini trasparenti, grotteschi angeli un po’ spennati che emergono dalla nebbia&#8230; Levigato dal suo lungo ciclo di vita <strong>Slava’s snowshow</strong> – definito dal Times “un classico del teatro del XX secolo” – è realizzato con tecnica impeccabile e con un gusto tanto calibrato quanto accattivante. I suoi momenti più emozionanti sono quelli in cui gli interpreti interagiscono con gli spettatori, avanzando fra di loro in precario equilibrio sugli schienali delle poltrone, avvolgendoli in un’immensa ragnatela che invade la sala o inducendoli, alla fine, a giocare con dei giganteschi palloni che volano lievi fra bambini festanti e coppie che ballano.</p>
<p><strong>22 | 23 | 25 | 26 FEBBRAIO 2012  &#8211; TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI DI PORDENONE </strong></p>
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		<title>ALADIN. IL MUSICAL</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 10:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Mastromarino]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Spina]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Semeraro]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Di Stefano]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Sibillano]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Masciarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Spalletta]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELLE EMOZIONI  ALADIN IL MUSICAL di Stefano D’Orazio con Stefano Masciarelli, Valentina Spalletta, Simone Sibillano, Andrea Spina, Silvia Di Stefano, Alex Mastromarino, Maurizio Semeraro, Antonio Romano scene di Aldo De Lorenzo costumi di Sabrina Chiocchio musiche dei Pooh regia di Fabrizio Angelini collaborazione alla regia di Gianfranco Vergoni produzione Nausicaa Spettacolo Dopo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELLE EMOZIONI </strong></p>
<h2>ALADIN</h2>
<p>IL MUSICAL<br />
di <strong>Stefano D’Orazio</strong><br />
con <strong>Stefano Masciarelli, Valentina Spalletta, Simone Sibillano, Andrea Spina, Silvia Di Stefano, Alex Mastromarino, Maurizio Semeraro, Antonio Romano</strong><br />
scene di <strong>Aldo De Lorenzo</strong> costumi di <strong>Sabrina Chiocchio</strong> musiche dei <strong>Pooh</strong><br />
regia di <strong>Fabrizio Angelini</strong> collaborazione alla regia di <strong>Gianfranco Vergoni</strong> produzione <strong>Nausicaa Spettacolo</strong></p>
<p><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/aladin_pooh_us-400x300.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-441" title="Aladin" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/aladin_pooh_us-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Dopo più di 130 repliche e oltre 150 mila spettatori nel suo primo anno di tournée, ritorna a grande richiesta nei teatri italiani il nuovo successo del musical made in Italy, <em>Aladin</em>, viaggio nella fantasia delle notti d’Oriente e nell’antica arte di raccontare le storie accompagnati dal romantico genio scavezzacollo. Con testi e liriche di Stefano D’Orazio, le musiche dei Pooh, la sapiente direzione musicale di Giovanni Maria Lori, professionisti come Stefano Masciarelli, i premi olimpici del teatro Aldo De Lorenzo e Sabrina Chiocchio, Fabrizio Angelini alla regia e un cast di prim’ordine, fa dunque tappa a Pordenone lo spettacolo che ha incantato e divertito le platee di tutta Italia e ha saputo “vestire di favola” il teatro, esaudendo i desideri degli spettatori.  Come sottolinea la produzione, faremo tappa, guidati dal genio della lampada, “nella notte di Baghdad, dove l’amore può fermare il tempo e il male può essere sconfitto da un cuore semplice e umile”, nell’atto attuale e positivo di credere ancora nel “lieto fine” delle storie. Tutte narrate di notte, poiché nell’impossibilità di vedere nitidamente le forme della realtà la mente è stimolata a crearne di proprie, percorrendo la strada della metafora. <strong>E le favole – come la poesia, la letteratura e le arti figurative – costituiscono l’atto finale di questo processo, tanto necessario all’uomo, quanto insito nella sua stessa natura. Ecco che in questo caso il teatro rilegge la fiaba, adattandola, senza però mai tradirla, attraverso un gruppo di lavoro capace di tradurre questa esigenza, professionisti, “o meglio, artigiani del teatro, che in quest’arte millenaria rappresentano l’anello di congiunzione fra tradizione tramandata e il presente tra parola e drammaturgia”.</strong></p>
<p>Le scene sembrano uscire da un quadro dipinto a olio. Ci sono voluti più di trenta pittori e costruttori che, come su una tela, hanno dipinto le idee e i personaggi sembreranno prender vita da ori e stucchi, da sontuose residenze e luoghi oscuri. E molto gioca, in questo lavoro, la tradizione dell’opera, sottofondo a quei virtuosismi propri della tecnologia, capace di muovere un tappeto volante e l’intera scena, come i giochi di una scatola infinita e magica per l’occhio e il cuore di grandi e piccini. Emozioni, magia, incanto: viva il musical!</p>
<p><strong>20 | 21 | 22 GENNAIO 2012 &#8211; TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI DI PORDENONE </strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>ERCOLE IN POLESINE</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 10:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Natalino Balasso]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELLE EMOZIONI ERCOLE IN POLESINE ovvero: il mito greco tra i fumi della Val Padana  monologo comico scritto ed interpretato da Natalino Balasso produzione: Teatria s.r.l. Hanno percorso in lungo e in largo l&#8217;Italia, ci hanno insegnato a leggere e a scrivere, ci hanno raccontato le loro fantastiche storie. Ma chi sono questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELLE EMOZIONI</strong></p>
<h2>ERCOLE IN POLESINE</h2>
<p><strong>ovvero: il mito greco tra i fumi della Val Padana </strong><br />
monologo comico scritto ed interpretato da <strong>Natalino Balasso</strong><br />
produzione: <strong>Teatria s.r.l.</strong></p>
<p><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/1_1520f60880c2d92037275bb4f8fcdd11.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-438" title="Natalino Balasso" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/1_1520f60880c2d92037275bb4f8fcdd11-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a><br />
Hanno percorso in lungo e in largo l&#8217;Italia, ci hanno insegnato a leggere e a scrivere, ci hanno raccontato le loro fantastiche storie. Ma chi sono questi antichi greci di cui non ci ricordiamo più? Sono molto più vicini a noi di quanto sembri. Perché i desideri, le ansie, le paure sono rimasti gli stessi. <strong><em>Ercole in Polesine</em> è un viaggio nel tempo e nel mare. È il divertente viaggio attraverso 5000 anni di storie, miti, leggende che ci parlano di Dei cornuti e imbroglioni, di eroi svogliati e mitomani, di uomini disperati e sbruffoni. E tutte queste storie ci fanno pensare a come siamo adesso, a tutta quella strada che (non) abbiamo fatto dai primordi della civiltà ai postumi del bancomat.</strong> Ecco alcuni tra gli argomenti: L&#8217;era matriarcale, La Dea Madre, I primi Dei greci, Maschio e Femmina in occidente, Il viaggio degli argonauti, Fetonte e il carro del Sole, La nascita di Paride, Orfeo ed Euridice, Cadmo ed Armonia, L&#8217;Odissea etc… Balasso ha scelto ancora una volta un contenuto inconsueto per le sue iperboli comiche e la sua grottesca parlata, che sembra fatta apposta per raccontare i più antichi tra i miti greci. Non c&#8217;è parodia, ma una trattazione quasi ferrea del mito, ricavata dai racconti degli antichi, nelle versioni meno ibride e dalle impressioni di importanti saggisti.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/FGx-jXQghwI" frameborder="0" width="430" height="248"></iframe><br />
Riferimenti bibliografici dello spettacolo<br />
Robert Graves : <em>I Miti greci</em> (ed. Longanesi &amp; C. 1963)<br />
Jean Pierre Vernant e Pierre Vidal Naquet : <em>Mito e tragedia</em> (ed. Einaudi 1991)<br />
Ambrogio Donini : <em>Breve storia delle religioni</em> (ed. Newton 1991)<br />
J.G. Davies: <em>La Chiesa delle origini</em> (ed. Il saggiatore 1966)<br />
Edwin Oliver James<em>: Gli eroi del Mito</em> (ed. Il saggiatore 1961)</p>
<p><strong>4 DICEMBRE 2011 – TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI DI MANIAGO </strong></p>
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		<title>BLACKBIRD</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 10:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Della Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Popolizio]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELLE EMOZIONI BLACKBIRD di David Harrower traduzione di Alessandra Serra con Massimo Popolizio e Anna Della Rosa e con Silvia Altrui scene di Paco Azorin costumi di Chiara Donato luci di Claudio De Pace regia di Lluís Pasqual produzione Piccolo Teatro di Milano &#8211; Teatro d’Europa Data la delicatezza dell’argomento, pur trattato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELLE EMOZIONI</strong></p>
<h2>BLACKBIRD</h2>
<p>di David Harrower<br />
traduzione di <strong>Alessandra Serra</strong><br />
con <strong>Massimo Popolizio</strong> e <strong>Anna Della Rosa</strong><br />
e con <strong>Silvia Altrui</strong> scene di <strong>Paco Azorin</strong> costumi di <strong>Chiara Donato</strong> luci di <strong>Claudio De Pace</strong><br />
regia di <strong>Lluís Pasqual</strong> produzione <strong>Piccolo Teatro di Milano &#8211; Teatro d’Europa</strong></p>
<p><strong></strong><strong><a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/491.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-430" title="BLACKBIRD" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/491-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a></strong></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Data la delicatezza dell’argomento, pur trattato con un estremo rigore morale, lo spettacolo è vivamente sconsigliato ai minori.</strong></span><br />
Ai margini di una città, dentro uno spazio industriale, anzi, dentro una stanza collegata alla vita di fuori da una piccola scaletta in cima alla quale c’è una porta. Da quella porta entrano un uomo e una donna, lui più vecchio di lei, lei quasi una ragazza; verremo poi a sapere che lui va per i 60 e che lei di anni ne ha 27. Così, con questa entrata che mette inopinatamente una di fronte all’altra due vite, ha inizio <strong>Blackbird</strong>, opera del quarantacinquenne David Harrower, rivelazione della nuova drammaturgia scozzese, uno dei testi più crudi e degli spettacoli più forti fra quelli visti in questi ultimi anni. Capace di affrontare senza giri di parole un tema brutale come quello della pedofilia, ma mostrando le cose senza giudicarle.</p>
<p>Dopo <em>Donna Rosita nubile</em> di Garcia Lorca, il regista spagnolo Lluís Pasqual ha voluto cimentarsi con una storia scomoda e terribilmente attuale sulle ferite inguaribili di un amore sbagliato. <strong>«Ci si chiede: esiste una morale oltre la legge? È possibile valicare i limiti che hanno portato Ray e Una a vivere una storia maledetta? Loro due ce lo raccontano su di una pedana accidentata che talvolta gira lentamente su se stessa, a segnare l’equilibrio delicato ma impossibile della loro vita.</strong> Siamo a oggi, ma quello che si dicono riguarda un passato che non è mai finito. Una storia di violenza e ambiguità trasformata da Harrower in un racconto carico di fascinazione, seduzione, violenza e anche amore. Costruito su un linguaggio modernissimo e provocatorio che richiede una fisicità altrettanto forte, una dimensione psicologica di grande spessore, che la stimolante, perfetta regia di Lluis Pasqual sa sviluppare senza mai prevaricare, Blackbird è un testo per attori in grado di tenere la scena senza mai intimidirsi di fronte ai loro scabrosi, ma quanto mai reali, personaggi. Il gioco feroce che si intreccia fra i due protagonisti trova in Massimo Popolizio un interprete formidabile, di inquietante realtà grazie a una carica emotiva che toglie il respiro e in Anna Della Rosa, giovane ma ormai affermata attrice, una qualità nell’approccio al suo difficile personaggio che lascia il segno. Entrambi ci mostrano come sia possibile, per uno stesso individuo, trasformarsi da vittima in carnefice e viceversa. Lo sapevamo, ma fa male ugualmente». (<em>delteatro.it!</em>, Maria Grazia Gregori).</p>
<p><strong>19 | 20 NOVEMBRE 2011 – TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI DI PORDENONE </strong></p>
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		<title>OBLIVION SHOW 2.0: IL SUSSIDIARIO</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 09:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Vagnarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Folloni]]></category>
		<category><![CDATA[Graziana Borciani]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Scuda]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELLE EMOZIONI OBLIVION SHOW 2.0: IL SUSSIDIARIO testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuba con gli Oblivion: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli regia di Gioele Dix produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Malguion s.r.l. Come raccontare l’avventura di questi cinque irresistibili artisti, cantanti e attori, cabarettisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELLE EMOZIONI</strong></p>
<h2>OBLIVION SHOW 2.0: IL SUSSIDIARIO</h2>
<p>testi di <strong>Davide Calabrese</strong> e <strong>Lorenzo Scuba</strong><br />
con gli <strong>Oblivion</strong>: <strong>Graziana</strong> <strong>Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli</strong><br />
regia di <strong>Gioele Dix</strong> produzione: <strong>Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Malguion s.r.l.</strong><br />
<a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/4ac8d0b18f094b65909b9ddbccd47162.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-426" title="OBLIVION SHOW 2.0: IL SUSSIDIARDIO" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/4ac8d0b18f094b65909b9ddbccd47162-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Come raccontare l’avventura di questi cinque irresistibili artisti, cantanti e attori, cabarettisti e comici, leggeri ma serissimi…? Sette anni di gavetta, spesa nel teatro di rivista e nei musical, poi l’esplosione su Internet: ad oggi <strong>quasi 2 milioni di contatti </strong>ricevuti in in due anni da <strong>“I promessi sposi in dieci minuti” </strong>geniale micro-musical messo on-line su You Tube dagli Oblivion per farsi conoscere in modo diretto dal grande pubblico. La TV “orizzontale” di Internet spinge subito il teatro ad accogliere il loro show nel modo migliore, due stagioni di tour e <strong>oltre 200 repliche </strong>nei più importanti teatri e città italiane. Il Teatro chiama poi la TV ed ecco l’invito come ospiti a <strong>Zelig </strong>. Migliaia di studenti impazziscono per le parodie culturali degli Oblivion (I promessi sposi, appunto, ma anche Shakespeare in 6 minuti, Dante, Pinocchio….) , nascono così le “lectio dementialis” sui Promesi Sposi nelle <strong>scuole italiane </strong>e un <strong>libro </strong>con dvd (<em>I promessi esplosi</em>) tra il didattico e il comico. <strong>Una attualissima trasversalità di mezzi, in un gruppo innamorato di una comicità vecchio stile. Ma è questo il bello. Gli Oblivion strizzano l’occhio al cabaret ma anche al cafè chantant, praticano una satira (di costume, ma non solo) così garbata da essere anche più corrosiva, inventano giochi tra musica e linguaggio. Come numi tutelari il Quartetto Cetra e Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber e la follia organizzata dei Monthy Python, il tutto legato dalla sorprendente capacità vocale e interpretativa di un gruppo che fa della professionalità e della precisione scenica la sua linea guida.</strong> Un’alchimia difficile da descrivere, come ha sottolineato qualche recensione, qualcosa che si cerca di inseguire per tutto lo show rimanendo immancabilmente travolti dal ritmo, dalle risate e dalla densità di riferimenti musicali e culturali che gli Oblivion riescono a concentrare nei loro pezzi. Gli Oblivion utilizzano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato, per montare, intrecciare, deformare, riciclare in modo da costruire uno scintillante palinsesto canoro, al tempo stesso omaggio ai grandi e sberleffo ai meno grandi, in cui si raggiunge un miracoloso equilibrio tra citazione e creatività, tra umorismo e commozione.</p>
<p><strong>17 NOVEMBRE 2011 – AUDITORIUM CENTRO CIVICO DI SAN VITO AL TAGLIAMENTO</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 09:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adotta uno spettacolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il teatro delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[Bertolt Brecht]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Orsini]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEATRO DELLE IDEE LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI di Bertolt Brecht con Umberto Orsini e con Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis traduzione di Mario Carpitella  musiche originali di Hans-Dieter Hosalla drammaturgia Luca Micheletti scene di Antal Csaba costumi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL TEATRO DELLE IDEE</strong></p>
<h2>LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI</h2>
<p>di <strong>Bertolt Brecht</strong><br />
con <strong>Umberto Orsini</strong><br />
e con <strong>Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati, Antonio Tintis</strong><br />
traduzione di <strong>Mario Carpitella</strong>  musiche originali di <strong>Hans-Dieter Hosalla</strong> drammaturgia <strong>Luca Micheletti</strong> scene di <strong>Antal Csaba</strong> costumi di <strong>Gianluca Sbicca</strong> luci di <strong>Paolo Pollo Rodighiero</strong> regia di <strong>Claudio Longhi</strong> produzione <strong>Associazione Teatro di Roma, ERT-Emilia Romagna, Teatro Fondazione</strong><br />
<a href="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/show_al-centro-umberto-orsini-large1041.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-459" title="Umberto Orsini" src="http://www.adottaunospettacolo.it/wp-content/uploads/show_al-centro-umberto-orsini-large1041-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
Uno dei lasciti più decisivi della stagione teatrale novecentesca è rappresentato senza ombra di dubbio dal teatro di Bertolt Brecht: pietra di paragone per ogni sperimentazione successiva e, oggi, classico indiscusso e riconosciuto a livello internazionale. <strong>“Buffa” e mordace parabola satirica sulla corruzione come volto e corpo del potere, </strong><strong><em>La resistibile ascesa di Arturo Ui</em></strong><em> </em><strong>racconta</strong><em> </em><strong>la cronaca nera della Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita, per invenzione dell’autore, in una coeva Chicago dove l’industria del commercio dei cavolfiori prospera all’ombra sinistra del gangster Arturo Ui, satirico alias di Adolf Hitler. L’opera si presenta come una “farsa storica”, dato il piglio ironico, salace ed “epico” al contempo con cui ricostruisce la tragicomica epopea di un trust scalcagnato in una città corrotta, ammiccando alla situazione economica e politica della Germania dello stesso periodo.</strong></p>
<p>Un magistrale Umberto Orsini ne è l’assoluto protagonista nel ruolo di Arturo Ui, affiancato da una compagnia giovane e affiatata. Nelle intenzioni di Claudio Longhi, regista colto ed appassionato, la messa in scena intende assecondare pienamente il registro grottesco del copione. “Quando Brecht scrisse l’Arturo Ui, nel 1941, per spiegare agli americani la genesi del nazismo – ha scritto Curzo Maltese sulle pagine de <em>La Repubblica</em> – la figura di Adolf Hitler non era stata ancora consegnata alla leggenda nera del male assoluto, non paragonabile ad altra vicenda storica. L’intenzione dell’autore era quindi di svelare un meccanismo di potere criminale e di tecniche di manipolazione comuni a tutte le resistibili ascese di dittatori e aspiranti dittatori, da Hitler ad Al Capone, da Stalin a Gheddafi. Nella scena in cui Umberto Orsini si sdoppia nel vecchio attore ingaggiato da Ui-Hitler per imparare le dizione e il portamento, in definitiva il sistema più efficace di sedurre con la menzogna, i giovani spettatori leggevano il presente più vicino”.</p>
<p><strong>3 | 4 APRILE  2012 – TEATRO COMUNALE GIUSEPPE VERDI DI PORDENONE </strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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