Tempi di cambiamenti

UNO SGUARDO SU ASPETTI POCO NOTI DELLA STORIA DEL TERRITORIO
a cura di Angelo Floramo

Nel 600esimo anniversario della caduta dello Stato patriarcale di Aquileia per mano della Repubblica di Venezia, tre appuntamenti a ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria) per l’approfondimento e la scoperta di un evento storico che ha segnato profondamente il nostro territorio caratterizzandone lo sviluppo - in termini di confini, economia, cultura, società - che il Patriarcato di Aquileia ha promosso anche oltre i confini regionali, permettendo così la connessione e l'aggregazione di culture, lingue ed etnie e preparando il cambiamento che la Serenissima avrebbe successivamente comportato nei territori.
Tra i diversi appuntamenti organizzati in Regione sull’anniversario, l'Associazione Thesis propone tre temi inediti.

 

Mercoledì 21 ottobre 2020 – Capitol Pordenone - ore 20.45

IL FURTO DI MARCO: QUANDO VENEZIA RUBÒ AL PATRIARCATO IL SUO SANTO

Si mette a fuoco l’operazione politica, ideologica e culturale con la quale la Serenissima si appropriò del culto aquileiese di San Marco, sottraendo così al Patriarcato quel collante simbolico e profondamente carismatico rappresentato dall’origine marciana e alessandrina della sua chiesa. Il fatto è noto agli storici, ma non è mai stato affrontato nei suoi risvolti antropologici e culturali.

 

Mercoledì 28 ottobre 2020 – Capitol Pordenone ore 20.45

SAN VITO, SAN DANIELE E AQUILEIA: I TRE FEUDI CHE VENEZIA NON EBBE

Alla fine del conflitto, un accordo tra Venezia vincitrice e il Patriarca stabilì che i feudi in oggetto rimanessero sotto la tutela patriarchina dal punto di vista giuridico e amministrativo. Aquileia per il valore simbolico, San Vito al Tagliamento per l’importante controllo dei guadi e San Daniele per la presenza di un antico libero mercato (XIII secolo) e per la presenza del “parsutto”, già all’epoca pregiatissimo prodotto utilizzato come dono per principi e signori in tutta Europa. Nel 1445 San Daniele venne addirittura scelta come sede del Vicariato patriarcale, dove si insediò Guarnerio d’Artegna, dando vita a un circuito di copisti e di officine librarie che furono il seme per la nascita della prima biblioteca pubblica del Friuli.

 

Mercoledì 4 novembre 2020 – Capitol Pordenone ore 20.45

LADRI, BANDITI, OSTI E PROSTITUTE NELLA NUOVA GIURISDIZIONE VENEZIANA

Una ricognizione dell’umanità minore e deviante, ai margini della storia. Gli archivi patriarchini ne affrontano il problema attraverso una giurisdizione che nei secoli trasformò antiche consuetudini in raccolte statutarie prima e poi in un codice normato di grande importanza (Constitutiones Patriae di Marquardo di Randek, 1366). Il passaggio alla dominazione veneziana implicò necessariamente una rivisitazione delle norme e dei principi ordinatori, che in taluni casi contribuì ad accrescere i fenomeni della marginalità, in un contesto ancora tutto da studiare.

 

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Angelo Floramo è nato a Udine nel 1966 e vive a Borc, sperone longobardo sul fiume Tagliamento.
Dottore in Storia con una tesi in filologia latina medievale, insegna materie letterarie all'Istituto Magrini Marchetti di Gemona. Dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico per la sezione antica, manoscritti e rari. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli specialistici aventi per oggetto il Medioevo e i suoi sogni. Ha esordito nella narrativa con Balkan Circus (2013), cui hanno fatto seguito, Guarneriana segreta (2015), L'Osteria dei passi perduti. Storie zingare di strade e sapori (2017), La veglia di Ljuba (2018), l fiume a bordo. Viaggio Sentimentale tra il Tagliamento e l’Isonzo (2020).