1420: il crepuscolo dei Patriarchi

Per TEMPI DI CAMBIAMENTI, uno dei Nuovi Percorsi della stagione 2020-21 del progetto Adottaunospettacolo, è in arrivo il ciclo di tre incontri 1420: IL CREPUSCOLO DEI PATRIARCHI curato da Angelo Floramo.

In occasione del 600° anniversario della caduta dello Stato Patriarcale di Aquileia per mano della Repubblica di Venezia, l’Associazione Culturale Thesis propone tre appuntamenti per far conoscere e approfondire un evento storico che ha segnato profondamente il nostro territorio. Lo Stato Patriarcale di Aquileia, istituito nel 1077, quando l’imperatore Enrico IV concesse al Patriarca Sigeardo la Marca del Friuli con prerogative ducali, si impose ben presto come una delle più ampie e potenti formazioni politiche dell’Italia del tempo. I patriarchi promossero infatti lo sviluppo del territorio in termini di confini, economia, cultura, società, favorendo la connessione e l’aggregazione di civiltà, lingue ed etnie diverse.
Fu, quella, l’epoca aurea del Friuli, che purtroppo l’avvento della Serenissima interruppe.

 

CAPITOL PORDENONE
ore 20.45
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

Mercoledì 21 ottobre 2020
Il furto di Marco: quando Venezia rubò al patriarcato il suo Santo

Si indagherà l’operazione politica, ideologica e culturale con la quale la Serenissima si appropriò del culto aquileiese di San Marco, sottraendo così al Patriarcato quel collante simbolico e profondamente carismatico rappresentato dall’origine marciana e alessandrina della sua Chiesa. Il fatto è noto agli storici, ma non è mai stato affrontato nei suoi risvolti antropologici e culturali.


Mercoledì 28 ottobre 2020
San Vito, San Daniele e Aquileia: i tre feudi che Venezia non ebbe

Alla fine del conflitto, un accordo tra Venezia vincitrice e il Patriarca stabilì che i feudi in questione rimanessero sotto la tutela patriarchina dal punto di vista giuridico e amministrativo. Si trattava di territori importanti: Aquileia per il valore simbolico, San Vito al Tagliamento per il controllo dei guadi, San Daniele per la presenza di un antico libero mercato (XIII secolo) e per il “parsutto”, già all’epoca pregiatissimo prodotto utilizzato come dono per principi e signori in tutta Europa. Nel 1445 San Daniele venne addirittura scelto come sede del Vicariato patriarcale, dove si insediò Guarnerio d’Artegna, dando vita a un circuito di copisti e di officine librarie che furono il seme per la nascita della prima biblioteca pubblica del Friuli.


Mercoledì 4 novembre 2020
Ladri, banditi, osti e prostitute nella nuova giurisdizione veneziana

Una ricognizione dell’umanità minore e deviante, liminare, ai margini della storia. Gli archivi patriarchini ne affrontano il problema attraverso una giurisdizione che nei secoli trasformò antiche consuetudini prima in raccolte statutarie e poi in un codice normato di grande importanza (le Constitutiones Patriae di Marquardo di Randek, 1366). Il passaggio alla dominazione veneziana implicò necessariamente una rivisitazione delle norme e dei principi ordinatori, che in taluni casi contribuì ad accrescere i fenomeni della marginalità, in un contesto ancora tutto da studiare.


Angelo Floramo
È nato a Udine nel 1966 e vive a Borc, sperone longobardo sul fiume Tagliamento.
Dottore in Storia con una tesi in filologia latina medievale, insegna materie letterarie all’Istituto Magrini Marchetti di Gemona. Dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico per la sezione antica, manoscritti e rari.
Ha pubblicato numerosi saggi e articoli specialistici aventi per oggetto il Medioevo e i suoi sogni. Ha esordito nella narrativa con Balkan Circus (2013), cui hanno fatto seguito: Guarneriana segreta (2015), L’osteria dei passi perduti. Storie zingare di strade e sapori (2017), La veglia di Ljuba (2018), La sensualità del libro (2019), con Mauro Daltin e Alessandro Venier Il fiume a bordo. Viaggio sentimentale lungo il Tagliamento e l’Isonzo (2020).


INFORMAZIONI E PRENOTAZIONE

Gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito.

È obbligatoria la prenotazione - a partire dal 14 ottobre 2020 – esclusivamente tramite e-mail a info@dedicafestival.it

Nella richiesta di prenotazione dovranno essere indicati, per ogni singola persona, data dell’evento scelto, nome cognome e recapito telefonico (dati che saranno conservati per 14 giorni, come prevedono le procedure anti-Covid19, nel rispetto della normativa sulla privacy).

I posti in sala (numerati) verranno assegnati in base all’ordine di prenotazione e comunicati attraverso una mail di conferma.

Dato il contingentamento del pubblico in sala, si richiede la cortesia, qualora impossibilitati a partecipare, di voler comunicare la disdetta dei posti all’organizzazione.

Dovranno essere rispettate le misure di prevenzione anti-Covid19, tra cui:
- divieto di accesso con temperatura superiore ai 37,5°
- uso della mascherina durante tutto l’evento
- uso di gel igienizzante
- accedere e uscire in modo ordinato evitando assembramenti di persone
- rispettare sempre il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro.



Thesis Associazione Culturale
Piazza della Motta 2 – Pordenone
tel. 0434 26236
info@dedicafestival.it 
www.dedicafestival.it