I Promessi Sposi siamo noi

Ma chi ha detto che “I promessi sposi” sono noiosi? Tutt’altro, purché si trovi la strada giusta per catturare l’attenzione degli studenti – attraverso gli strumenti che sono a loro quotidiani, come Skype, WhatsApp e lo streaming – sul primo grande romanzo italiano che la maggior parte di loro considera una “pizza” noiosa e illeggibile. Quel romanzo che Umberto Eco ha provocatoriamente proposto di mettere fuori legge perché si sa che le cose proibite diventano interessanti per i giovani… Quel romanzo che ha visto elaborazioni e rielaborazioni e che il reading vuole presentare ai ragazzi come un’interessante narrazione.

A proporlo in chiave nuova e accattivante, capace di intercettare il cambiamento, ci ha pensato lo storico progetto di educazione teatrale “Adotta uno spettacolo” curato dall’associazione Thesis di Pordenone “e reso possibile – sottolinea il presidente di Thesis Nino Frusteri – anche grazie al rinnovato sostegno della Fondazione Friuli”.

Ecco, allora “I promessi sposi siamo noi”, “Reading teatrale 2.0” ideato e realizzato dall’attore e regista Luciano Roman (che ha importanti collaborazioni all’attivo: Strehler, Ronconi, Castri, per citare le più prestigiose) e che unisce tradizione, tecnologia e social network. Il progetto coinvolgerà oltre 1.300 studenti degli Istituti Scolastici Superiori di Pordenone e conta anche sulla collaborazione dei Comuni di Sacile, San Vito, Maniago.

A fianco di Thesis, per il progetto “I Promessi sposi siamo noi”, c’è Friulovest Banca. “Un impegno – evidenzia il presidente Lino Mian – che sottolinea l’attenzione al territorio e in particolare ai progetti educativi e di formazione delle giovani generazioni”. Friulovest Banca predisporrà i premi per i ragazzi e per uno di loro in ogni reading anche una speciale sottoscrizione di un fondo pensione.

In questi giorni, nel segno del percorso di formazione da sempre privilegiato da Adotta, i 1.300 ragazzi sono coinvolti nelle scuole anche in un momento propedeutico. Roman li sta infatti incontrando per raccontare come si affronta la lettura dei grandi classici, per far capire come dietro le parole, a volte anche desuete, questi libri raccontino di noi oggi e per coinvolgere i ragazzi nella produzione di lavori creativi (video, disegni, poesie, musiche, sketch, drammatizzazioni, ecc.) che prendano spunto proprio dal grande romanzo.

In programma nel marzo 2018 anche al Piccolo di Milano, il tempio del teatro in Italia, “I promessi sposi siamo noi” vedrà Roman proporre integralmente alcuni capitoli del romanzo interpretando tutti i personaggi. Via Skype, Giuseppe Langella, esperto in studi manzoniani, docente all’Università Cattolica, introdurrà ogni appuntamento. Durante la lettura gli studenti potranno partecipare al WhatsAppQuiz, gioco di velocità a premi che prevede di rispondere alle domande che compaiono sullo schermo.

 

Biografie

Luciano Roman, attore e regista, si è formato alla Accademia dei Filodrammatici a Milano. Ha svolto la professione di attore con i più grandi registi teatrali italiani tra i quali Giorgio Strehler, Luca Ronconi, Luigi Squarzina, Massimo Castri, Egisto Marcucci. Ha recitato, tra l'altro, nell’applauditissimo Le baruffe chiozzotte di Goldoni per la regia di Strehler del 1992, Amoretto di Schnitzler per la regia di Massimo Castri, Il candelaio di Giordano Bruno per la regia di Luca Ronconi, Il bugiardo di Goldoni regia di Bosetti. In televisione ha partecipato a numerosi telefilm e soap opera tra i quali Vivere come protagonista e Cento Vetrine. E’ stato inoltre testimonial in diversi spot pubblicitari tra i quali quello di The Infrè.

Giuseppe Langella, professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, insegna nelle sedi di Milano e di Brescia. Dirige il Centro di ricerca "Letteratura e Cultura dell'Italia Unita" ed è Coordinatore della Commissione Didattica per Lettere Moderne. Studioso di Manzoni e di Svevo, ha perlustrato altresì ampie zone della poesia, della prosa e della cultura militante dall’età del Risorgimento agli anni Duemila. È coordinatore nazionale della “Mod per la Scuola”, tiene corsi di “Didattica della letteratura italiana” e svolge da parecchi anni attività di formazione e aggiornamento degli insegnanti. Il suo interesse per la didattica della letteratura è culminato nella stesura, insieme ad alcuni colleghi (Paolo Gresti, Uberto Motta e Pierantonio Frare), di un apprezzato manuale ad uso dei trienni delle superiori, intitolato Letteratura.it - Storia e testi della letteratura italiana.