Teatro è società

3 - TEATRO È SOCIETÀ

Quest’anno la sezione dedicata al rapporto tra il teatro e la società in cui viviamo è ricca di temi particolarmente interessanti.

Va’ pensiero è una elaborazione originalissima che coniuga la scrittura di Martinelli con brani di Verdi che furono l’inno del nostro Risorgimento, eseguiti dal vivo dal coro di Ruda. Traendo spunto da un fatto di cronaca accaduto anni fa a Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone celebrati da Guareschi, l’autore racconta una storia di collusione tra potere politico e mafia calabrese nella civilissima Emilia Romagna. Lo spettacolo è un accorato invito al risveglio della coscienza civile e ad una rinnovata coesione del popolo italiano.

Mi sa che fuori è primavera è la riduzione teatrale dell’omonimo libro di Concita De Gregorio che ripercorre la vicenda atroce di Irina Lucidi, il cui marito rapì le due figlie per poi suicidarsi lasciando un messaggio ambiguo sulla sorte delle piccole. Nonostante gli anni trascorsi dalla scomparsa delle sue bambine, Irina continua ancora a sperare di ritrovarle vive, attingendo a questa speranza la forza per sopravvivere.

Lo spettacolo andrà in scena in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

"Una terribile disgrazia è accaduta ieri mattina nell'interno di un villino di via Savoia, dove, per l'improvviso crollo dell'intera scala dello stabile, settantasette giovani donne sono rimaste ferite in modo più o meno grave ed una è deceduta". Un tragico fatto di cronaca avvenuto nella capitale nel 1951 si trasformò l'anno dopo nel film Roma ore 11, basato sulla sceneggiatura di un giovanissimo Elio Petri e diretto da Giuseppe De Santis. Da sottolineare che le vittime si trovavano su quella maledetta scala per sostenere un colloquio di lavoro. Elaborando la sceneggiatura di Petri, le coraggiose attrici della Compagnia Mitipretese ripropongono la vicenda per raccontare una generazione di donne che sognavano una nuova indipendenza nell'Italia appena uscita dall’ultimo conflitto mondiale.

Fabrizio Gifuni ha sempre prediletto testi scomodi e con forti connotazioni politiche. Più volte l’abbiamo potuto apprezzare sui nostri palcoscenici come mirabile interprete di personaggi quali Pasolini o Gadda. Questa volta nello spettacolo Con il vostro irridente silenzio si cimenterà in una vibrante lettura delle lettere scritte quarant’anni fa da Aldo Moro durante la prigionia, prima di venire assassinato dalle Brigate Rosse. Chi, come i nostri giovani spettatori, non ha conosciuto quei terribili anni, potrà scoprire la potente scrittura di Moro attraverso l'intensa interpretazione di uno dei migliori attori italiani.

È una commedia piuttosto divertente L’operazione, ma i temi non lo sono affatto: si parla di corruzione all’interno del reparto di ortopedia di un ospedale, dove un giovane, inviato sotto copertura dall’azienda sanitaria, cercherà di scoprire i responsabili del malaffare. Tra pazienti lungodegenti, infermieri alquanto equivoci, giovani medici apparentemente onesti, ce la farà il protagonista a scoprire la verità?

Chi avesse visto e apprezzato I suoceri albanesi potrà avere il piacere di vedere il suo seguito, messo in scena quest’anno dal medesimo cast (Pannofino & Co.). Bukurosh, mio nipote racconta il prosieguo delle avventure del candidato di sinistra aperto e liberale e della sua giovanissima figlia, incinta di un giovane albanese e in procinto di partorire. Tra incomprensioni culturali e disastri familiari, riuscirà il neonato a mettere finalmente pace all’interno delle due famiglie?

Di tutt’altro tenore è Lampedusa, testo di estrema attualità che narra le vicende di due personaggi al limite della sopravvivenza: il primo è un pescatore lampedusano che riesce a campare recuperando cadaveri nei dintorni dell’isola; la seconda è un’immigrata di seconda generazione alla ricerca di un riscatto sociale. Un’Europa incapace di gestire i flussi migratori, muri che s’innalzano per contenere “l’invasione”, porti chiusi, il Mediterraneo che sta diventando il più grande cimitero del mondo non riescono però, secondo il drammaturgo Anders Lustgarten, ad abbattere la speranza nella consapevolezza e nella solidarietà dei singoli, ultimo baluardo, forse, contro il prevalere dell'indifferenza e della disumanità.

Tre amici, un tavolo da poker e un ricco “pollo” da spennare: questa in breve la trama di Regalo di Natale, versione teatrale del celebre film di Pupi Avati di parecchi anni fa. La compagnia “La Pirandelliana” ne fa un’edizione aggiornata, assecondando una trama semplice che nasconde però pieghe umane imprevedibili, fatte di miserie, povertà di spirito e segreti ben nascosti. Con il suo finale amaro, la pièce sarà occasione per meditare sulle crepe della nostra società.

Il penitente, ultimo, importante lavoro del celebre drammaturgo americano David Mamet, è messo in scena con grande passione da Luca Barbareschi, che si assume anche il ruolo del protagonista. I temi del dramma riguardano il potere della stampa, in particolare l'influenza rovinosa che una notizia falsa può esercitare sulla vita di un uomo. Un tema di attualità anche in Italia, dove i giornalisti sono spesso alla ricerca spasmodica di un qualche capro espiatorio. Ma siamo sicuri che l’accusato di turno sia il vero colpevole? Mamet non dà risposte certe alle questioni poste nel suo dramma, lasciando le conclusioni agli spettatori.

Ultima proposta di questo settore è Traviata, l’intelligenza del cuore, di e con Lella Costa.
Lascio alle parole di questa acuta e sensibile attrice la presentazione del suo spettacolo:
“È una storia d'amore, appassionante e disperata ma anche lievemente irritante, con tutti quei non detti e soprattutto quel dissennato fidarsi dell'intuito maschile. Ed è, come Otello, una storia assolutamente attuale. Non solo le Traviate, Margherite o Violette che siano, sono disperatamente alla ricerca di un ruolo, un'identità, una legittimazione, uno straccio di famiglia, ma le loro eredi sono - ancora oggi - al centro di una infinita quanto ipocrita battaglia sociale che le vorrebbe di volta in volta redimere o fiscalizzare”. 


 

SPETTACOLI DI RIFERIMENTO:

Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone:
- Va’ pensiero
- Mi sa che fuori è primavera
- Roma ore 11
- Con il vostro irridente silenzio

Teatro Verdi di Maniago:
- L’operazione

Teatro Pasolini di Casarsa:
- Bukurosh, mio nipote

Auditorium del Centro Civico di San Vito al Tagliamento:
- Lampedusa

Teatro Zancanaro di Sacile:
- Bukurosh, mio nipote
- Regalo di Natale

Teatro Comunale Mascherini di Azzano Decimo:
- Il penitente
- Traviata

 

LINK DI APPROFONDIMENTO

VA’ PENSIERO
Saltinaria.it, Esplora l’arte, senza confini
Dramma.it
Sipario.it
Persinsala, Cultura e critica teatrale
Emilia Romagna Teatro, Intervista a Marco Martinelli

MI SA CHE FUORI E’ PRIMAVERA
Teatro di Roma
Spettacolo.eu, Cinema Teatro Musica Serie TV
Media e sipario
RtiCalabria

ROMA ORE 11
Sipario.it
Drammaturgia.it
Nazione Indiana
Video amatoriale

CON IL VOSTRO IRRIDENTE SILENZIO
Ansa.it
Mentelocaletorino
news24.City

L’OPERAZIONE
Saltinaria.it, Esplora l’arte, senza confini
Corriere dello Spettacolo
Terza pagina

BUKUROSH, MIO NIPOTE
La Platea, Rivista di cultura teatrale
Il grido
Flaminio Boni, Un posto in prima fila
Teatro Sala Umberto, Trailer
Spettacolomania.it, intervista a Francesco Pannofino

LAMPEDUSA
Spettacolo.eu, Cinema Teatro Musica Serie TV
Corriere della Sera
Spettacoli & Cultura
Askanews.it

REGALO DI NATALE
Teatro.it, Informazione, Cultura e Spettacolo
Askanews.it
TgCom24
Askanews.it

IL PENITENTE
Corriere dello spettacolo
Sipario.it
2duerighe.com
Sicomunicazione News

TRAVIATA
Corriere della Sera
Scanner.it, Cultura e opinioni online
Mismaonda, Creazioni live
Video amatoriale
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